Elaborare un menu scolastico in apparenza può sembrare una cosa facile ma non è così: alla competenza necessaria per conoscere i principi della sana alimentazione e raccomandazioni degli​ enti internazionali va abbinata la capacità di ideare e cucinare piatti appetibili per bambini al fine di trovare un equilibrio tra salute e gusto.

Le raccomandazioni degli enti nazionali ed internazionali sulla corretta alimentazione variano continuamente perciò anche i menu proposti ai bimbi devono poter variare a seconda delle necessità, e non ogni 5 anni come proposto alla commissione mensa del Comune di Cecina, anche per consentire ai piccoli di sperimentare nuovi gusti ed abbinamenti.

Alimentazione è salute ed è per questo importante che all’interno della commissione mensa si sviluppi una discussione costruttiva che tenga conto del fatto che per molti bambini quello a scuola è il pasto principale e che il menu scolastico è rivolto anche a bambini piccoli. La ristorazione scolastica deve avere un ruolo “illuminato” e deve essere aggiornata delle conoscenze attuali di prevenzione ed il pasto a scuola deve rappresentare un momento di educazione al gusto e alla salute.

Nella realtà tale compito educativo si scontra con una serie di problemi che fanno sì che ad 1 bambino su 3 non piaccia mangiare a mensa, come risolverlo? Bisogna agire in maniera sinergica da più parti:

  • Nella scuola andrebbero potenziati i progetti di educazione alimentare e l’insegnante dovrebbe diventare una vera e propria guida nell’assaggio.
  • Nei genitori deve essere aumentata la consapevolezza dell’importanza di una alimentazione sana, i genitori, a casa, devono dare il buon esempio: mamme e papà devono essere un riferimento e rappresentare un modello da imitare per i propri figli, anche a tavola.
  • Infine deve essere migliorata la presentazione ed il gusto delle pietanze proposte che devono essere cucinate tenendo ben presente che l’utenza è costituita da bambini.

In Italia la qualità delle mense è disomogenea e per dare informazioni ai genitori e uno strumento alle varie commissioni mensa, nel 2015, è stato istituito un osservatorio non istituzionale, dotato di un comitato scientifico, che annualmente pubblica la classifica delle migliori mense scolastiche italiane.

L’indagine valuta l’equilibrio dei menu scolastici italiani su un panel di una cinquantina di Comuni. Per l’indagine è stato adottato un questionario “Menu a punti” sviluppato dall’Asl2 di Milano che è stato semplificato e pubblicato online sul sito foodinsider.it

I parametri del questionario si basano sulle Linee Guida della Ristorazione Scolastica e sulle Raccomandazioni dell’OMS. L’indagine non assume valenza scientifica e non intende esprimere alcun giudizio rispetto alle prestazioni professionali espletate dalle società o degli enti locali che erogano il servizio di refezione scolastica ma mira a rilevare la quantità e la qualità degli alimenti offerti nelle mense scolastiche e lascia agli operatori sanitari la facoltà di esprimere osservazioni in merito.

La valutazione finale è espressa in un punteggio che fa ricadere la mensa in una fascia: fino a 50 punti il servizio è giudicato insufficiente con menu da modificare poiché non in linea con i parametri istituzionali per una corretta alimentazione, da 50 a 100 punti menu sufficiente con ampi margini di miglioramento, da 101 a 150 punti menu buono con margini di miglioramento, oltre i 150 punti menu ottimo.

Il 7 maggio scorso è stata pubblicata la nuova classifica che vede al primo posto, per il secondo anno consecutivo, il menu della città di Cremona con 138 punti.

Il successo di Cremona è frutto di un lungo lavoro di collaborazione tra i nutrizionisti del Comune, la scuola e l’azienda che prepara i pasti che ha offerto ai suoi cuochi una formazione specifica per produrre ricette sane e gustose.

Abbiamo, tramite il questionario on line fatto una valutazione dei menu proposti nella città di Cecina.

  • Il primo menu valutato è quello che il Comune ha inserito come modello nel capitolato di gara relativo alla ristorazione scolastica. Il punteggio raggiunto, pur tenendo conto dell’abbondante presenza, come da capitolato, di numerosi alimenti biologici è di 46 punti quindi insufficiente.
  • Il secondo menu analizzato è quello sperimentale attualmente utilizzato, il punteggio ottenuto è di 74 punti.

Alla luce di questo riteniamo che, avendo un buon capitolato di base, facendo un bel gioco di squadra ed avendo obiettivi comuni la commissione mensa possa fare un ottimo lavoro e chissà, l’anno prossimo, comparire tra i migliori menu d’Italia.