Al Sindaco di Cecina e Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’AUSL Toscana Nord-Ovest
Al Consiglio Comunale di Cecina
Al direttore/trice generale dell’AUSL Toscana Nord-Ovest
All’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana
Ai sindacati confederali e FIALS

Con l’assemblea pubblica dell’11 aprile a Donoratico è stato avviato il percorso di partecipazione che doveva concludersi con l’approvazione nei consigli comunali a giugno del Piano di attività locale (PAL): non ne abbiamo più saputo nulla e non ci risulta che i PAL siano stati approvati, chiediamo quindi di conoscere le conclusioni a cui siete giunti e le misure che sono state prese per il diritto alla salute della cittadinanza coinvolta.

Dalla stampa apprendiamo che ci sono state delle assunzioni nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Cecina e che a breve verrà aperta la quarta sala operatoria: questo è di certo positivo, ma non ci tranquillizza rispetto alla mancanza di sale di emodinamica tra Livorno e Grosseto. Come ci ha infatti ben spiegato più volte il dottor Marabotti, nelle iniziative che abbiamo organizzato su questo tema, la sala di emodinamica è di vitale importanza per gli infarti acuti al miocardo: a questo proposito non sono ancora stati forniti i dati della casistica relativa alle persone decedute perché non hanno raggiunto in tempo la sala operatoria o che hanno subito danni permanenti: Dalle ultime dichiarazioni dell’assessore Saccardi sembra confermato che la sala di emodinamica verrà realizzata a Piombino, ma per ora solo parole … chiediamo quindi di conoscere cosa è stato fatto in merito alle ambulanze medicalizzate fisse ai presidi dedicate alle emergenze cardiologiche, di cui lo stesso sindaco di Cecina auspicava l’attuazione.

Dalle denunce del sindacato FIALS apprendiamo che persistono ritardi nelle prestazioni di diagnostica per immagini, Tac e risonanza magnetica, che impediscono ai cittadini sia di curarsi adeguatamente che di prevenire danni alla salute: l’organico dei tecnici di radiologia è crollato di parecchie unità e non è migliore la situazione per la carenza dei medici mentre le attrezzature sono datate e tecnologicamente superate e quindi quando funzionano, se non sono ferme per manutenzione, lavorano più lente e peggio; denunciano inoltre che sono a rischio anche i Lea (livelli essenziali di assistenza) che un servizio sanitario pubblico è obbligato a garantire.

La soluzione del problema delle liste di attesa in parte viene risolta con l’acquisto da parte dell’ASL delle prestazioni dal privato (Cecina Servizi Sanitari), anche se la legge regionale 84 prevede l’apertura dei servizi diagnostici specialistici oltre il normale orario per almeno una sera a settimana e per due domeniche al mese, proprio al fine di ridurre le liste di attesa: soluzione che è rimasta sulla carta privilegiando, di fatto, il finanziamento pubblico alla sanità privata: ben altro che difesa del Servizio Sanitario Nazionale!

Chiediamo inoltre di sapere che misure sono state prese rispetto alle problematiche ripetutamente poste dalle persone disabili, relative principalmente al reparto di fisioterapia, ma non solo.

Chiediamo quindi risposte chiare sulle misure prese nei sei mesi trascorsi, sul PAL, sulle ambulanze, sull’emodinamica, sulle liste d’attesa, sui servizi per i disabili, ma anche su cosa intendono fare i comuni di Cecina e Piombino per coprire i costi e i disagi dei cittadini, che spesso sono anziani, che hanno bisogno di quei servizi diventati “trasversali” per i due ospedali il che comporta spesso che se si vive a Cecina vieni dirottato a Piombino e viceversa.

Continuiamo a credere che la soluzione non sia la rete sanitaria Cecina -Piombino, quanto piuttosto nella revisione del decreto Balduzzi e di tutti quei “parametri” che prevede e che non assicurano un servizio sanitario pubblico efficiente e di qualità!