Primi passi per un coordinamento di comitati che lottano per la tutela della salute, dell’ambiente e per un lavoro utile e dignitoso.

Giovedì 12 ottobre, presso il Centro Rodari di Rosignano, si è tenuta un’assemblea convocata dal Comitato per la Salute Pubblica locale alla quale hanno partecipato, oltre a semplici cittadini e alcuni politici, esponenti di diversi comitati tematici e territoriali.

L’intento è quello di dare vita ad un percorso di coordinamento a partire dalla conoscenza reciproca delle esperienze di ogni comitato (obiettivi, metodi e strumenti di lotta) e che in questa fase iniziale costituisca principalmente un “contenitore” di proposte e di opportunità attraverso il quale ognuno possa arricchirsi portando il proprio contributo.

Il territorio della Val di Cecina è sottoposto da tempo a molteplici criticità, la salute della popolazione viene aggredita su più fronti e diventa fondamentale organizzarsi, mobilitarsi, coordinarsi per difendere e migliorare le condizioni di vita e di lavoro:

da soli possiamo fare così poco, insieme possiamo fare così tanto!

Questo è il messaggio e l’aspirazione che è emersa dai vari interventi che ci sono stati, dobbiamo solo imboccare la via che ci porta in questa direzione, mettendo al centro e puntando a sciogliere una delle contraddizioni più importanti delle questioni che abbiamo trattato, quella tra salute e lavoro.

Un’altra contraddizione emersa è quella tra istituzioni che governano i territori e interessi collettivi: servono amministrazioni che mettano al centro gli interessi dell’intera collettività e non di pochi, che sostengano progetti che migliorano le nostre esistenze e non le richieste di multinazionali, speculatori e affaristi che puntano ad ingrassarsi distruggendo l’ambiente in cui viviamo e mettendo seriamente a rischio la vita di tutti noi e dei nostri figli.

Il Comitato Difesa Ambientale delle Colline Pisano-Livornesi, il Comitato No al Rigassificatore di Rosignano, Medicina Democratica hanno illustrato le lotte che stanno portando avanti. Dalla promozione di osservazioni al nefasto progetto di ampliamento della discarica in esaurimento di Scapigliato (che verrebbe ad accogliere una grossa quantità di rifiuti pericolosi da tutt’Italia, compreso l’amianto) al ricorso al TAR contro il progetto ancora più pericoloso ed inutile del rigassificatore al largo della costa Vadese (che implicherebbe criticità per tutto il circondario fino a Cecina a sud e a Livorno a nord). A questo proposito è intervenuto anche un esponente del Comitato Livornese che si è battuto per anni contro il rigassificatore Offshore che poi è stato realizzato nell’area marina protetta “Santuario dei Cetacei” e che rappresenta un fallimento, soprattutto per chi ne ha fortemente sostenuto la realizzazione, in quanto non solo non ha portato i posti di lavoro promessi, ma è di fatto fermo (e questo è un aspetto positivo per noi), mentre i costi di investimento sono caricati sulle spalle di tutti i cittadini attraverso le bollette essendo, l’OLT, classificato tra le infrastrutture strategiche. Quest’esperienza seppur non ha portato ad una vittoria del comitato, ci offre insegnamenti e spunti, ed è comunque stata la base che ha dato vita al cambiamento di gestione dell’amministrazione della città dimostrando che è possibile cambiare rotta e che poi è però necessario non disperdersi e continuare l’attività di controllo popolare su chi governa.

Importante è stato anche l’intervento di esponenti del Comitato No guerra No NATO che hanno messo in luce come a Rosignano ci sia anche un’altra discarica di cui tener conto, quella delle Spiagge Bianche, e come i progetti relativi alla realizzazione di rigassificatori vanno inquadrati nel contesto internazionale e nel tentativo dell’Europa e della NATO di rendersi indipendenti dal gas proveniente dalla Russia. C’è in ballo quindi anche uno scenario di guerra dove l’Italia, pur non essendo una potenza nucleare e avendo firmato il Trattato di Non Proliferazione, ospita decine di bombe nucleari americane B61 (nelle basi di Aviano e Ghedi) e in caso di guerra nucleare è tenuta a mettere a disposizione bombardieri strategici per sganciarle sugli obiettivi.

Tutti gli intervenuti hanno condiviso l’appello al coordinamento, che non solo rafforzerebbe ogni comitato, ma darebbe anche la spinta alla costituzione di nuovi organismi e ricomposizione di gruppi momentaneamente dispersi.

Nei prossimi giorni oltre a portare avanti le lotte specifiche, ognuno discuterà nell’ambito dei propri comitati sui passi necessari da compiere per costruirlo.