Abbiamo dichiarato più volte che lo studio dell’ASL Nord Ovest rappresenta più che altro uno “specchietto per le allodole” considerato che è accertato che non esistono sale di emodinamica tra Livorno e Grosseto, così come sono carenti le ambulanze adeguate per questo tipo di intervento e sono accertati dalla scienza medica quali sono i tempi entro cui intervenire in caso di infarto acuto del miocardio: non serve uno studio di fattibilità (che “consiste nell’analisi e nella valutazione sistematica delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati di un progetto sulla base di una preliminare idea di massima.”)piuttosto un piano per realizzare queste sale al più presto per salvaguardare la vita delle persone!

La mancanza di trasparenza e di tempestività nel fornire i dati fa pensare che non esista nessun sistema di controllo di qualità di una procedura tanto sensibile.

È letteralmente scandaloso: dal 2010 ad oggi sono passati oltre 7 anni, e nessuno fino al 22 dicembre 2017 si è accorto che il 77% dei pazienti con infarto si reca al pronto soccorso invece di attivare direttamente i servizi di emergenza medica che possono ridurre i tempi????

E in tutto questo tempo, nessuno ha pensato che, vista questa tendenza, sarebbe stato il caso, per intanto, di prevedere la presenza di un’ambulanza dedicata alla rete IMA d’istanza ai Pronto Soccorso di Cecina e Piombino? (ancora oggi, in caso di infarto, le ambulanze arrivano spesso da paesi limitrofi, contribuendo all’aumento del ritardo evitabile).

È una gestione vergognosamente dilettantesca della rete dell’infarto che non può non aver comportato un aumento della mortalità ed un peggioramento della prognosi a distanza dei pazienti con infarto, che merita una vera e propria inchiesta seria, che metta sotto accusa la gestione dei dati della rete IMA da parte del direttore sanitario e del direttore di dipartimento emergenza urgenza. Se davvero hanno permesso che questi dati scandalosi venissero fuori dopo oltre sette anni, devono immediatamente dimettersi chiedendo scusa alla cittadinanza.

Non hanno niente da dire i direttori di dipartimento, il direttore sanitario e quello generale, che sono pagati profumatamente per organizzare e verificare l’efficienza di servizi che salvano la vita delle persone?

In tutta questa storia dobbiamo considerare che la cardiologia di Livorno è senza primario da oltre due anni, attualmente la carica è coperta da un facente funzioni, il Dott. Baldini: l’ASL non potrà lasciare a lungo Livorno senza primario, seppur un facente funzioni costa molto meno di un primario; mentre le cardiologie di Cecina e di Piombino hanno un primario, rispettivamente il Dott. Testa e Dott. Cordoni.

Fonti non ufficiali… diciamo indiscrezioni ci dicono che la Sanità Toscana ha come progetto di nominare come primario della cardiologia di Livorno il Dott. Testa (che è un emodinamista che fa angioplastiche) e declassare la cardiologia di Cecina a Unità Operativa semplice (reparto che non necessita di un primario). Così facendo, l’ASL risparmierebbe (per sempre) uno stipendio da primario, darebbe un primario a Livorno, il quale lavorerebbe anche nella sala di Emodinamica di Livorno.

Gli atti sono già pronti (addirittura era stato programmato di procedere con questo piano entro fine anno): ma sono bloccati perché una cosa del genere farebbe trasparire la volontà di declassare Cecina e di non dotarla di una sala di emodinamica (visto che verrebbe trasferito il primario esperto in tale metodica).

Altre indiscrezioni, avvalorate dall’articolo apparso sulla stampa, ci dicono, che la sala di emodinamica sarà accordata a Piombino per indorare la pillola della chiusura del punto nascita.

La posizione della eventuale unica sala di emodinamica a Piombino è inaccettabile perché: la viabilità è inadeguata (e affidarsi ad un progetto di miglioramento che vedrà uno sviluppo nel giro di anni è letteralmente ridicolo).

Inoltre la sala di emodinamica a Piombino servirebbe solo la città di Piombino, mentre la sala di emodinamica a Cecina risolverebbe anche i problemi dell’Alta Val di Cecina. Non bisogna dimenticare che da Volterra a Pisa ci sono oltre 80 minuti di trasferimento. Allo stato attuale i cittadini di Volterra colpiti da infarto sono virtualmente privati della possibilità di essere sottoposti ad angioplastica primaria. La distanza Volterra-Ospedale di Cecina può invece essere coperta in 45 minuti circa, facendo rientrare anche l’alta val di Cecina nelle aree coperte da una rete dell’infarto che abbia un minimo di senso.

Insomma a noi sembra proprio che ci stanno proprio prendendo in giro e siamo sempre più convinti che due sale di emodinamica con una sola equipe sono l’unica soluzione efficiente.

L’unica soluzione che il nostro sindaco Lippi, nonché Presidente della Conferenza dei sindaci dell’Azienda USL Toscana nord ovest è quella di fare un bel piano di informazione della cittadinanza che quando viene colpita da infarto anziché al pronto soccorso deve chiamare il 118! Sarà di certo utile, ma non può essere la soluzione concreta per evitare che le persone muoiano o rimangano offese.

Non è più tempo di stare con un piede in più scarpe! Se non è in grado di risolvere concretamente e al più presto questi gravi problemi non può fare altro che dimettersi!

Dove sono i Numeri?

 

Intanto la raccolta di firme e la sensibilizzazione della cittadinanza continua. #ORAVOGLIAMOLEMODINAMICA