Abbiamo saputo che l’11 aprile a Donoratico, alle 15.00, presso il cinema Ariston, i 16 sindaci e oltre 160 consiglieri comunali dei nostri territori sono stati invitati a partecipare ad un’assemblea pubblica durante la quale l’assessora Saccardi presenterà la proposta di riorganizzazione dei servizi per la salute a partire dall’ipotesi di mettere in rete gli ospedali di Cecina e Piombino.

Non sappiamo ancora se sarà concesso l’intervento della cittadinanza, dei sindacati e di chiunque sia impegnato nella difesa e miglioramento della sanità pubblica: di certo c’è che l’orario scelto è decisamente proibitivo per permettere la partecipazione così come promesso dal nostro premuroso Sindaco di Tutti con voce alta e sentimento, nell’ambito del Consiglio Comunale di Cecina del 23 marzo scorso!

Ancora una volta l’unica certezza che abbiamo, è che la cittadinanza è stufa di essere presa in giro. Le circa 5000 firme raccolte in meno di due mesi, evidenziano la delusione che le amministrazioni locali e regionali hanno saputo accrescere in questi lunghissimi anni passati a difendere la sanità pubblica e i nostri ospedali che anche quando piccoli rivestono grande importanza per il benessere dei territori.

I cittadini percepiscono sulla loro pelle che l’ospedale è agonizzante e il sistema sanitario è sempre più un labirinto infernale per coloro che devono ricorrere a cure ed esami.
Le Istituzioni che probabilmente consce di essere in difficoltà nel presentare le loro proposte, si allontano dalla realtà delle persone comuni e si rintanano nelle segrete stanze a prender le loro decisioni.

Il 28 marzo, nella riunione a porte blindate presso la Fondazione Cardinale Maffi, i sindaci della Bassa Val di Cecina e Val di Cornia, convocati dall’assessora regionale al Diritto alla salute, Stefania Saccardi, hanno assistito alla presentazione delle relazioni intitolate “La riorganizzazione dei servizi socio-sanitari delle Valli Etrusche” e “La rete infarto nell’area sud dell’Azienda Usl Toscana nord ovest: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”.

Ad una prima lettura dei documenti, non essendoci ne dati sanitari, ne cronoprogrammi, la relazione appare poco credibile: viene indicato il potenziamento di alcuni reparti che a Cecina ci sono sempre stati e vengono proposte le ambulanze cardiologiche per una riduzione dei tempi di attesa nella Rete Infarto e una diminuzione dei tempi di percorrenza per raggiungere sale di emodinamiche attive a Livorno e a Grosseto, confermando chiaramente che non solo non è prevista alcuna sala di emodinamica a Cecina ma neanche a Piombino.

Emerge ancora una volta che i dati dei monitoraggi previsti dal decreto regionale istitutivo della Rete infarto non sono resi pubblici, perché? Forse non si vuole evidenziare l’inefficienza della Rete Infarto attuale?

La richiesta dei comitati: riceviamo sollecitazioni da cittadini che vogliono ricevere chiarimenti, certezze, rassicurazioni e vogliono essere partecipi del futuro del proprio ospedale.
Cari sindaci, offrite il confronto. Organizzate assemblee pubbliche nei vostri comuni nell’interesse dei vostri cittadini prima di tutto. Se la proposta è buona, non c’è motivo di scappare dal confronto con i cittadini, se la proposta non è così buona come annuncia l’ASL, allora il pubblico confronto è la via per migliorarla.

Vogliamo che si faccia chiarezza sulla posizione di tutti sindaci dei comuni coinvolti da questa riorganizzazione, a partire dal nostro Samuele Lippi.
Il Sindaco di Tutti, accolga la cittadinanza!

A firma congiunta:

Comitato Salute Pubblica Cecina | Coordinamento Cittadino a difesa dell’ospedale di Cecina