La mobilitazione che si è sviluppata contro il decreto Lorenzin sulle vaccinazioni pediatriche ha fatto sì che il testo di legge fosse modificato passando da dodici a dieci vaccinazioni obbligatorie, eliminando il ricatto della perdita della potestà genitoriale, diminuendo le multe previste.

Si è trattato di una grande mobilitazione, che continua tutt’ora (il 10 settembre ci sarà un’altra manifestazione nazionale a Roma), incentrata principalmente sulla libertà di scelta di contro al trattamento sanitario obbligatorio che viene imposto in una situazione igienico-sanitaria non allarmante e che fa intravedere più che altro grossi interessi di multinazionali del farmaco.

Anche a Cecina e dintorni esiste un’importante componente di genitori per nulla convinti o quantomeno dubbiosi sulle nuove disposizioni e intenzionati a non sottostare a questa legge che ritengono sbagliata; genitori che durante l’estate hanno partecipato allo Sportello informativo Gratuito promosso dal Comitato per la Salute Pubblica che si è tenuto ogni mercoledì. Il prossimo appuntamento è il 30 agosto dalle 18.30 presso l’Auditorium di via Verdi, in cui si svolgerà un incontro con la presenza dell’avvocatessa Alessia Panichi.

Nei giorni scorsi è stata siglata un’intesa tra ASL, ANCI e Ufficio Scolastico Regionale secondo il quale non sarà necessario da parte dei genitori presentare alcuna autocertificazione, ma saranno le scuole a trasmettere gli elenchi degli iscritti alle ASL, che verificheranno la situazione vaccinale di ogni bambino e si attiveranno con i familiari per l’eventuale regolarizzazione; nel frattempo la frequenza di tutti gli iscritti proseguirà “secondo le consuete modalità”. Ciò che si intuisce è che in quei casi in cui i genitori abbiano scelto di non vaccinare i propri figli, i bambini tra 0 e 6 anni rischiano di essere espulsi dalla scuola, mentre quelli delle elementari, medie e superiori rischiano di subire un trattamento discriminatorio; inoltre i genitori saranno multati anche se non è ancora del tutto chiaro in che misura.

Alla luce di tutto ciò crediamo che sia venuto il momento per il sindaco di farsi carico di promuovere un consiglio comunale aperto in cui chiarire le azioni che l’amministrazione intende mettere in campo per far fronte al diritto allo studio di quei bambini di genitori che intendono decidere responsabilmente e in autonomia se e quali vaccini somministrare ai propri figli, tenuto conto delle loro specifiche peculiarità individuali; in questi casi, infatti, i bambini rischiano di non poter terminare il ciclo scolastico intrapreso (materne e nido) o non poter neppure iscriversi al nuovo ciclo.

E’ bene che questa Amministrazione abbia chiari i risvolti sociali ed economici impliciti all’applicazione di questa legge.

Il sindaco, come responsabile di tutta la popolazione del suo territorio, dovrà assumersi le sue responsabilità nell’applicare il dispositivo di legge e attuare tempestive azioni per contrastare tutte le disfunzionalità e le iniquità che potrà causare.