Ieri, 11 aprile si è svolta un’assemblea sulla riorganizzazione dell’assetto sanitario della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, alla presenza dei sindaci, della direttrice generale della Usl Toscana nord ovest De Lauretis, della direttrice della società della Salute Pagliacci e di una nutrita schiera di rappresentanti dei cittadini (che ribadiamo per chi non ce l’avesse chiaro sono volontari non retribuiti) tra cui il Comitato Salute Pubblica di Cecina, il Coordinamento Cittadino a difesa dell’ospedale di Cecina, l’Associazione Vita Indipendente, oltre a sindacalisti e vari consiglieri comunali.

E’ iniziata nel primo pomeriggio ed è stata piuttosto lunga, anche perché dopo tutte le polemiche dei giorni scorsi non hanno potuto fare a meno di dare la parola a tutti, proprio tutti, i presenti che l’hanno richiesto.

Le due relazioni della De Lauretis e della Pagliacci, in parte le avevamo già visionate e non ci avevano convinto e in diversi hanno dimostrato le loro perplessità, soltanto i tecnici che le hanno stese e i fedeli del PD hanno espresso parere favorevole, ma in generale sono stati evidenziati dubbi sulla bontà della riorganizzazione e qualcuno li ha anche argomentati dettagliatamente in termini scientifici.

Dei 15 sindaci presenti hanno parlato in pochi, tra cui, alcune voci un po’ “stonate”, quella del sindaco di Sassetta, Scalzini, che ha fatto la proposta futurista di realizzare un nuovo unico ospedale (forse lo vorrebbe sotto casa sua!), e  di Ceccarelli di Guardistallo che ha nominato il sindaco Buselli di Volterra come esempio di “primo cittadino in prima linea” nella difesa della sanità pubblica: siamo d’accordo su questo e chiediamo che ne prendano esempio tutti quelli che erano presenti!

Per far si che tutto quanto detto ieri non resti un dialogo tra sordi, invitiamo quindi tutti i sindaci a dare seguito a queste assemblee nei loro territori entro maggio, in maniera da non perdere tempo e analizzare le varie proposte che sono state fatte.

Di seguito riportiamo il nostro intervento e la registrazione video.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”
Art 32 della Costituzione.

Voi dirigenti della ASL siete pagati e avete la responsabilità di gestire la sanità, Voi sindaci siete eletti e avete la responsabilità di verificare che l’art.32 della Costituzione sia applicato con efficacia.

Adesso, noi cittadini, siamo qui per dirvi alcune cose.

Il Comitato Salute Pubblica di Cecina è composto principalmente da utenti del servizio sanitario pubblico. Siamo utenti fermamente convinti che sia necessario e fondamentale difendere e migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, che ricordiamo è stato istituito con una legge del 1978 a seguito delle dure lotte condotte dai lavoratori per migliorare le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, per dare all’organizzazione sanitaria un nuovo assetto e soprattutto per riconoscere il diritto universale all’assistenza sanitaria e alla prevenzione delle malattie.

Qualcuno di noi si ricorda bene infatti che prima di queste lotte e di questa legge, ampie fasce di popolazione erano escluse dall’assistenza sanitaria mutualistica, vi erano disparità di trattamento degli assistiti, squilibri territoriali.

Da allora è passata molta acqua sotto i ponti.

E di fatto molti aspetti previsti in quella legge non sono stati applicati, molti aspetti sono stati applicati male e molti altri sono stati eliminati poco dopo in nome della razionalizzazione della spesa sanitaria: tra questi la riforma del 1992 che ha trasformato le Unità Sanitarie Locali in aziende, aprendo le porte alla privatizzazione, alla compatibilità economica in rapporto alle risorse e alla capacità di produrre profitto; e ancora il famoso decreto Balduzzi varato nel 2012 durante il governo Monti che ha dato il via ad un’ulteriore riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale introducendo in maniera ancora più grave la presenza del privato nel servizio pubblico.

Questo decreto è la base della riforma Sanitaria Toscana di qualche anno fa ed è il punto di riferimento della riorganizzazione di cui si tratta oggi della famosa rete tra Cecina e Piombino:
una rete che secondo voi migliorerà il servizio: ma come potrà migliorare il servizio al cittadino se si ipotizza di eliminare la maternità a Piombino, come si pensa di migliorare le condizioni di lavoro degli operatori sanitari se lo staff che seguirà le partorienti sarà lo stesso tra Cecina e Piombino: a noi sembra che qualcosa non torna.

Come potrà migliorare una riorganizzazione sanitaria basata esclusivamente su numeri e percentuali ripeto numeri e percentuali: se servono due sale di emodinamica per salvare delle vite umane, ne vanno installate due e non ipoteticamente neppure una e nel frattempo vanno da subito organizzate ambulanze monitorate e non chissà quando…!
Come dicevamo, il Comitato Salute Pubblica di Cecina è composto principalmente da utenti, abbiamo avuto la possibilità di leggere nei giorni scorsi i documenti di riorganizzazione di cui si parla oggi, grazie a qualche sindaco che li ha fatti circolare, ma non è a questi documenti che possiamo fare riferimento perché non siamo esperti, quello a cui noi facciamo riferimento è ciò che viviamo sulla nostra pelle quando andiamo in ospedale, e ciò che raccogliamo dai vari cittadini e dagli operatori sanitari:

• pronto soccorso inadeguato,
• lunghe liste di attesa,
• CUP affollato,
• servizi che vengono chiusi,
• emodinamica inesistente nel raggio di 140 km,
• mancanza di posti letto,
• mancanza di operatori sanitari.

Una rete che migliori la situazione deve essere una rete che risolve tutti questi problemi a favore dell’utente e dei lavoratori sanitari, ma non ci sembra che sia così!

Perché se io da Piombino devo andare a partorire a Cecina, quando tra l’altro a Piombino c’è già il reparto e gli operatori saranno gli stessi, significa che non mi state venendo incontro,
se io devo fare la visita oculistica e anziché a Cecina devo andare a Piombino e sono un’anziana non mi state venendo incontro, se per non morire d’infarto devo essere in grado di capire che sto avendo un infarto e quindi piuttosto che andare al Pronto soccorso devo chiamare il 118… significa che mi devo curare da me, e via di seguito di esempi ne potremmo fare a bizzeffe e voi li conoscete anche molto meglio di noi.

Da profani ci sembra proprio che in questi documenti che state presentando manchino parecchi dati e parecchi numeri, ma soprattutto manca quel miglioramento che vorreste far passare.

NOI non vogliamo cadere in questa rete e crediamo che continuare a giustificare questa nefasta politica nascondendosi dietro il decreto Balduzzi sia veramente una presa in giro.

Impegnatevi a cambiarlo questo decreto a non applicarlo!

Lo avete fatto con la legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, universalistico e garante delle cure migliori ed efficienti per tutti,
lo possiamo fare anche con il decreto Balduzzi!

Chiediamo a tutti i sindaci di prendere seriamente in considerazione questa riorganizzazione e di mettersi a capo delle proprie cittadinanze per pretendere che ci sia un effettivo miglioramento della sanità pubblica di qualità e universale.